Herman Hesse

Conosco bene il sentimento di tristezza che ispira la precarietà delle cose, lo provo ogni volta che un fiore appassisce. Ma si tratta di una tristezza senza disperazione.

Herman Hesse

Molte delle persone che arrivano in studio mi chiedono: “Perché sono sempre triste?” e anche “Come posso superare la tristezza?”, la tristezza è un emozione universale che ci può aiutare per comprenderci meglio. Sentirsi tristi è normale, fa parte della vita sperimentare dei momenti di tristezza, spesso quello che ci sentiamo dire se esprimiamo quest’emozione è: “Coraggio, vedrai che passerà”, in realtà sperando che passi  non stiamo in quel momento e in quel che ci vuole comunicare quell’emozione.

Cosa sono le emozioni

Le emozioni sono fenomeni complessi che comprendono un’interazione tra fattori soggettivi e oggettivi, sono mediate dai sistemi ormonali. L’emozione è la reazione ad uno stimolo immaginario o reale, caratterizzata da aspetti fisiologici e da aspetti cognitivi. Le emozioni possono essere classificate come emozioni primarie e emozioni complesse.

Le emozioni primarie sono: la gioia, la tristezza, la rabbia, la sorpresa, la paura, il disprezzo e il disgusto. Sono condivise da persone appartenenti a diverse culture quindi determinate biologicamente. Sono inoltre innate, sono cioè presenti dalla nascita del neonato. Alcune emozioni, quindi, sono presenti dalla nascita, mentre altre, le emozioni complesse, emergono nel corso dello sviluppo, quando servono per un compito adattivo. Queste emozioni sono: la vergogna , il senso di colpa , il rimorso, l’invidia. Tutte queste emozioni non sono innate, sono condizionate e plasmate dall’esperienza e dalla cultura. La tristezza è un’emozione che spesso sperimentiamo nel momento in cui perdiamo o pensiamo di aver perso qualcosa di caro. Il nostro corpo inizia ad avere una postura ricurva, la mimica facciale assume tratti caratteristici, come fronte corrugata, labbra piegate e sguardo perso nel vuoto. Nella tristezza ci possono essere crisi di pianto, anedonia, difficoltà nel sonno e nel mangiare.

“Mi sento triste”

Esistono tanti tipi di tristezze: dalla malinconia, al dolore per la perdita di una persona amata, alla tristezza dovuta alla delusione. Tanti possono essere i motivi che la scatenano, a volte possono essere chiari;  per esempio il litigio con una persona cara, una delusione per il non raggiungimento di uno scopo, a volte invece le motivazioni non sono così esplicite ed è più complesso capire cosa sta succedendo.

L’importante è riuscire a comprendere nel tempo il processo;  in altre parole porsi questa domanda: “Quel tipo di emozione che funzione ha per me?”. Questa domanda permette di andare oltre alla sensazione che proviamo con quell’emozione. La tristezza viene spesso considerata un’emozione negativa da eliminare, in realtà quest’emozione ci permette di poter esplorare noi stessi restando soli con i nostri pensieri. Chi sperimenta questo stato non è un “debole” ma una persona che si sta ascoltando.

E’ tristezza o depressione?

Chiunque può aver attraversato momenti di tristezza nella vita, solitamente, questi momenti sono collegabili a specifici eventi e non interrompono lo svolgersi della vita personale e lavorativa. Quando è utile iniziare a pensare che si tratti di “ depressione “? Quando il senso di impotenza, la tristezza, la sensazione di vuoto e la disperazione ci bloccano e non ci è più possibile mettere in atto attività che prima facevamo, se ci si chiede “ Perché sono sempre triste?” in questo caso si potrebbe parlare di depressione. La depressione rende tutto più difficile e niente sembra più funzionare. La routine quotidiana, il lavoro, la famiglia diventano “pesanti” utilizzando una parola spesso utilizzata dalle persone depresse. La fatica di affrontare una giornata diventa enorme e la forza e il desiderio per andare avanti piano piano si affievolisce. A volte è un processo improvviso altre volte è molto lento e subdolo da non riconoscerlo e rimanerne incastrati. Riconoscere la depressione i suoi sintomi, i segnali e porsi delle domande sulle cause è il primo passo di consapevolezza per capire come affrontarla.

Come superare la tristezza

Per superare la tristezza dobbiamo darle spazio, può sembrare paradossale, ma non lo è. Dobbiamo conoscere quest’emozione e cosa ci sta comunicando, se non ascoltiamo e sperimentiamo la tristezza non impareremo strumenti per stare dentro quell’emozione e vederla come tale; un emozione che ci mostra un passaggio ed è transitoria. Per alcune persone può essere difficile connettersi con quest’emozione, può essere difficile pensarsi vulnerabili e pensare che le altre persone lo possano pensare, si può avere paura di sentire tristezza, alcune persone mi raccontano di lavori che le impegnano tutto il giorno anche il fine settimana, oppure di non riuscire a stare da soli senza far niente, “Devo sempre avere qualcosa da fare o da pensare”.

Ci possono essere molte strategie che adottiamo per evitare la tristezza e per evitare di sentirci. Le emozioni, nascono con una funzione adattiva e ci aiutano in primis a sentirci in secondo luogo a comunicare agli altri come stiamo attraverso soprattutto il linguaggio non verbale. Da questo punto di vista, quest’emozione può portare innovazione, cambiamento e perché no gioia, perché può condurci alla rielaborazione di un evento. Anche se viviamo in un epoca caratterizzata dalla dimensione del piacere, proviamo a concederci di vivere queste emozioni, “meno vincenti”, perché potremmo trarne beneficio.