Psicoanalisi

Psicoanalisi:
come funziona

La Psicoanalisi è uno strumento di cura basato sull’interazione tra paziente e analista, in presenza o online permette di scoprire l’unicità dell’essere umano che sta affrontando la vita. La Psicoanalisi comprende il soggetto, andando oltre al sintomo, che viene colto nel suo significato simbolico. Il terapeuta sostiene il soggetto nel processo di conoscenza, per far si che sia il soggetto stesso a pensare nuove strade. Scoprire come funziona la psicoanalisi ti permetterà di intraprendere un  percorso di consapevolezza e conoscenza di te stesso/a .

Oltre il sintomo

Itinerari di psicoanalisi personale

La psicoanalisi offre la possibilità di conoscersi nella propria unicità di essere umani alle prese con la vita, coglie il soggetto nella sua complessità, non basandosi solamente sul sintomo, che viene rispettato cogliendone il suo significato simbolico; un messaggero che ci mostra la sofferenza ma anche la possibilità di ciò che sarà possibile essere. 

Lo strumento di cura per la psicoanalisi è l’interazione che si viene a creare tra paziente e analista, in presenza o online, l’obiettivo della cura sarà lo sviluppo della direzione che il soggetto stesso troverà aprendo a nuovi pensieri che prima non erano pensabili. Compito del terapeuta sarà quello di sostenere il soggetto in questo processo di presenza a sé stesso

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Cosa è la psicoanalisi

Perché soffriamo? 

Affidarsi ad un percorso terapeutico di psicoanalisi significa anche comprendere come la psicoanalisi funziona e come essa interviene nell’interpretazione dei messaggi di cambiamento.

La vita dell’essere umano è  in movimento; ci si innamora, si cambiano luoghi in cui si vive, ci si può ammalare, nelle relazioni ci sono momenti difficili. Ed è in questo movimento che si inserisce la sofferenza.

La sofferenza e i sintomi nelle loro declinazioni si presentano nei momenti di passaggio tra un equilibrio precedente di un soggetto e un possibile nuovo equilibrio che si verrà a creare. Per comprendere la sofferenza dobbiamo capirne la complessità ed è per questo motivo che differenziare tra somatico e/o psichico non ci aiuta, perché appartengono entrambi alla stessa persona. 

La sofferenza non ha in questo senso una valenza  puramente negativa, ma è a testimonianza di una transizione che può essere di crescita.  Ogni transizione crea destabilizzazione, confusione il soggetto fatica a riconoscersi non si ritrova in un equilibrio che in passato aveva funzionato ed ora non funziona più. La sofferenza è quindi parte fondamentale della vita intesa come passaggio, pensiamo all’adolescenza una  fase della vita caratterizzata dal cambiamento, non stiamo parlando per forza di sensazioni o emozioni insopportabili, ma di una sofferenza concreta inevitabile e fonte di vitalità.

In alcuni casi la sofferenza si esprime attraverso i sintomi ( es: attacchi di panico, disturbi alimentari, depressione) espressione simbolica da decodificare per comprenderla. Il sintomo è già espressione del disagio della difficoltà ma anche messaggero del possibile cambiamento ed è per questo motivo che va considerato e accolto. Succede spesso nella mia esperienza clinica di osservare il diminuire dei sintomi dopo aver iniziato una psicoterapia, in alcuni casi spariscono; succede questo perché per esempio il sintomo attacco di panico è  un modo che la persona ha trovato per esprimere la sofferenza, se ci prendiamo cura della sofferenza lo facciamo anche della sintomatologia.

Come può aiutarti la psicoanalisi

Quale cura propongo?

Si pensa spesso alla psicoanalisi come a un percorso concentrato sul passato, la domanda che ci si pone spesso è “Come funziona la psicoanalisi e come può essermi di aiuto?”.

Nell’approccio che propongo il passato viene rielaborato per poter accedere al presente, e’ una terapia del presente su quello che accade oggi alla persona che chiede aiuto, sulle relazioni vissute nel quotidiano.

Come si evince dagli altri paragrafi ho scelto la  psicoanalisi  come metodo di cura perché propone un approccio che pone al centro e rispetta l’unicità del soggetto nel suo processo, non è mai giudicante rispetto al paziente e al malessere.

Dalla letteratura psicoanalitca, dalla mia esperienza di analisi personale e dalle terapia con i pazienti ho raggruppato in questi tre punti, ma ce ne sono molti altri, i benefici della psicoanalisi.

1. Conoscere davvero se stessi  

Funzioniamo con parti consce e inconsce, le due parti devono essere in equilibrio e un percorso psicoanalitico non deve “ per forza” far emergere, detto questo l’essere umano è molto bravo a raccontarsi “ storie” pur di non entrare a contatto con la sofferenza del conoscersi, per poi incontrarla comunque la sofferenza in altri modi. Attraverso la psicoanalisi ci si può conoscere nel proprio modo di funzionare, la consapevolezza avviene in tempi adatti a ciascuna persona e diversi per ogni persona. Per fare un esempio capire che è la paura di avere una relazione stabile che mi fa sempre innamorare di uomini impegnati, fornisce una consapevolezza che prima non avevo, mi fa cogliere il conflitto dell’innamoramento (perché mi innamoro sempre di uomini impegnati) e della sofferenza ( per poi starci male) e mi dà la possibilità di lavorare su questo aspetto; in primis comprendere cosa mi spaventa di una relazione stabile. 

2. Coltivare il dubbio

Per alcune persone è difficile chiedersi  se in quello che è successo c’è una propria parte messa in atto oppure o no, le situazioni di sofferenza descritte spesso vengono attribuite ad altre persone o alle situazioni, in altri casi per le persone è difficile non considerare la propria parte nelle situazioni. In entrambi i casi, la forma mentis del dubbio ci aiuta, inizialmente probabilmente sarà il terapeuta a proporre il dubbio con il passare del tempo sarà la persona stessa che farà sua questa forma mentis dell’aprire al dubbio, del potersi mettere in discussione.  

3. Pensare nuove strade

Conoscendosi meglio e coltivando il dubbio si aprono a livello di pensiero delle possibilità, se all’inizio del percorso l’unica strada possibile era quella con cui si è presentato/a il soggetto sofferente, con lo svolgersi della terapia il paziente pensa più possibilità, più scelte; per poter gestire una situazione, per stare a contatto con la sofferenza, per stare in relazioni difficili: al di là del mettere in atto queste scelte, noto sempre che il poterle pensare mette leggerezza. 

La persona può così prendere in mano attivamente la propria vita, pensando e scegliendo che strada percorrere.

Focus Psicologico

Aree di intervento

Questa sezione è dedicata alle diverse aree di intervento; la sofferenza si declina in  patologie e disturbi psicologici come ansia, depressione, disturbi dell’umore e relazionali. In quest’ area troverai anche una parte sulla promozione del benessere e crescita individuale.