Principio di piacere e principio di realtà

Dopo aver esplorato l’idoneità alla chirurgia bariatrica, ci addentreremo ulteriormente nella comprensione del legame tra piacere e obesità, esplorando i concetti fondamentali del principio di piacere e del principio di realtà secondo la prospettiva della psicoanalisi. L’interrogativo sul piacere rimane uno dei problemi più affascinanti con cui ogni individuo si confronta costantemente. È importante considerare quindi le cause psicologiche legate all’obesità per ottenere una visione completa di questa complessa relazione.

Il principio del piacere, come formulato da Freud nel suo libro “Al di là del principio del piacere” del 1920, suggerisce che l’essere umano cerca il piacere come obiettivo immediato per soddisfare i propri bisogni. D’altra parte, il principio di realtà, parte integrante del modello economico freudiano, agisce come mediatore delle pulsioni, considerando le limitazioni e le necessità imposte dalla realtà esterna.

Attualmente, comprendiamo che la realtà psichica, specialmente quella inconscia, è plasmata da piacere, desiderio e paura, elementi che influenzano profondamente il comportamento umano e la vita emotiva e cognitiva. Nel contesto dell’obesità, è cruciale considerare questi aspetti psicologici. Gli aspetti emotivi giocano un ruolo fondamentale nella riuscita di un intervento di chirurgia bariatrica, poiché la realtà psichica ha un impatto significativo, talvolta maggiore rispetto a quella materiale. Pertanto, prendersi cura di questi aspetti emotivi emerge come un elemento essenziale nel percorso di cura dell’obesità attraverso l’intervento chirurgico, contribuendo a una gestione più completa e sostenibile del peso corporeo.

Chirurgia bariatrica di revisione: la ripresa del peso

In Italia, ogni anno, vengono eseguiti circa 12 mila interventi di chirurgia bariatrica, come evidenziato nel registro nazionale S.I.C.OB. Di questi, ad oggi, circa il 30% si trova nella necessità di subire una “revisione”, queste situazioni sono abbastanza comuni nel corso del tempo. La chirurgia bariatrica di revisione è causata principalmente dal recupero del peso o da una perdita di peso insufficiente e rappresenta una sfida significativa per chi ha già sperimentato l’intervento.

Affrontare la necessità di revisione bariatrica post-chirurgica è una fase delicata che richiede un approccio attento e personalizzato. È fondamentale comprendere le dinamiche psicologiche coinvolte in questo processo, considerando l’impatto emotivo e cognitivo che può derivare dalla necessità di sottoporsi a ulteriori interventi. La relazione tra il paziente e lo psicologo diventa cruciale in questo contesto. La valutazione psicologica chirurgica bariatrica supporta il paziente nel comprendere e affrontare le sfide psicologiche connesse a revisioni chirurgiche, contribuendo così a un percorso di recupero più completo e sostenibile.

Inoltre, questa situazione evidenzia l’importanza di un approccio olistico alla gestione dell’obesità, che non si limiti alla fase chirurgica, ma includa un sostegno continuativo per affrontare le sfide a lungo termine e promuovere uno stile di vita salutare. In un contesto in cui il 10% della popolazione italiana è obeso e il 5-6% è candidato all’intervento chirurgico, è imperativo sviluppare strategie preventive e di supporto psicologico per migliorare l’esito complessivo della chirurgia bariatrica e promuovere la salute a lungo termine.

30%

Revisione interventi di chirurgia bariatrica all’anno in Italia

10%

Il 10% della popolazione è obesa

50%

50% Candidati chirurgia bariatrica

Dai dati emerge che molti pazienti devono sottoporsi a un secondo intervento per recuperare il peso perso, sottolineando la complessità e le sfide a lungo termine legate alla chirurgia bariatrica. È evidente che la chirurgia bariatrica da sola non è sufficiente per modificare in modo duraturo il rapporto tra persona e cibo. Si sottolinea quindi la necessità di un approccio più ampio e integrato finalizzato a comprendere l’obesità e le sue cause psicologiche.

Si delinea un quadro psicologico complesso dietro le sfide post-chirurgiche. Alcuni pazienti possono trovare conforto nel cibo come modo per gestire stati emotivi complessi, mentre altri utilizzano il grasso come una sorta di scudo protettivo, un’armatura che li fa sentire invulnerabili e “intoccabili” di fronte a sfide emotive o sociali. Questi motivi rappresentano le radici principali dell’obesità e sono aspetti su cui si può efficacemente lavorare attraverso la terapia.

Il sostegno psicologico emerge quindi come un elemento cruciale nel percorso di gestione dell’obesità post-chirurgica. La terapia può offrire uno spazio sicuro per esplorare e affrontare le cause psicologiche dell’obesità. In questo senso il suo contributo che aderiva dalla valutazione psicologica di un intervento di chirurgia bariatrica permette di consolidare i cambiamenti alimentari e comportamentali necessari per una salute a lungo termine. Inoltre, considerare l’aspetto psicologico nella gestione post-chirurgica è essenziale per massimizzare i benefici della chirurgia bariatrica e favorire una trasformazione sostenibile nella relazione tra il paziente obeso e il cibo.

Dipendenza alimentare: il piacere nel cibo e le cause psicologiche dell’obesità

Il piacere derivante dal cibo è innescato dal rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore correlato alla gratificazione. Esso viene infatti rilasciato dal cervello ogni volta che proviamo soddisfazione e ci sentiamo gratificati. L’Obesità e le sue cause cause psicologiche possono spesso radicarsi nel legame tra il piacere alimentare e il rilascio di dopamina.

Tutti noi ricerchiamo quelle sensazioni che ci hanno fatto star bene per sentirsi gratificati. Questo permette di far partire il circuito di reward, ovvero della ricompensa, orchestrato dalla dopamina. Le gratificazioni possono essere naturali o artificiali; sono naturali quelle derivanti dalle esperienze come uscire con una persona o fare sport. Invece quelle artificiali procurano un rilascio di dopamina partendo da qualcosa di costruito, come i videogiochi, le droghe o, nel contesto alimentare, lo zucchero presente nel cibo.

In questo modo si instaura una dipendenza, in cui un altro neurotrasmettitore, la serotonina, concorre a questo risultato. La dipendenza, ad esempio, da cibo spazzatura si scatena per l’intenso piacere che questo tipo di cibo offre, innescando un circolo vizioso a livello neuroendocrino. Le cause psicologiche dell’obesità possono quindi essere legate all’uso compulsivo di cibo come mezzo per ottenere gratificazione e piacere, creando un ciclo complesso che richiede un approccio integrato nella gestione e nel trattamento dell’obesità.

Equilibrio sul piacere alimentare e gestione delle cause psicologiche dell’obesità

Il cibo, oltre a essere un rituale e una fonte di nutrimento, costituisce un piacere fondamentale. Per raggiungere il benessere, è essenziale cercare un equilibrio sul piacere. Non è realistico privarsi di un piacere senza considerare come sostituirlo con altri. La gestione del peso e la comprensione delle obesità e delle sue cause psicologiche richiedono un approccio consapevole alla soddisfazione personale.

Se, ad esempio, si intraprende una dieta ipocalorica, è fondamentale individuare nuove fonti di piacere. Ciò potrebbe comprendere l’inizio di un corso stimolante. Come ad esempio la realizzazione di un viaggio desiderato da tempo o il focus su obiettivi futuri, come indossare un vestito desiderato o riprendere un’attività sportiva. L’equilibrio sul piacere può concentrarsi su un obiettivo attuale o futuro. Mantenendo questo equilibrio, è più probabile raggiungere e soprattutto mantenere i risultati desiderati. La consapevolezza del piacere, in sintonia con la gestione delle cause psicologiche dell’obesità, gioca un ruolo cruciale nel percorso verso il benessere duraturo.

Comprendere le ragioni che conducono all’obesità

In questo approfondimento, esploriamo la vastità delle ragioni profonde che conducono all’obesità, sottolineando che la sola chirurgia bariatrica non è esaustiva per un intervento completo. Analizziamo il legame intricato tra piacere, dipendenza e obesità, evidenziando come la consapevolezza e la ricerca di un equilibrio nel piacere possano risultare utili.

L’uso del cibo come compensazione va oltre il semplice obiettivo di dimagrimento, poiché l’obesità è la conseguenza di questa modalità, ma non la causa primaria. L’obiettivo è anche comprendere le ragioni sottostanti all’utilizzo del cibo come compensazione e/o gestione di situazioni complesse. Altrimenti, c’è il rischio di perdere peso agendo sulla conseguenza senza affrontare le radici profonde dell’obesità, conducendo a un intervento parziale. Il malessere potrebbe traslocare su un’altra sintomatologia. Ad esempio, non compensando con il cibo ma controllandolo in modo meticoloso per evitare il recupero di peso o affrontando una depressione. La consapevolezza delle obesità e delle cause psicologiche ad essa connesse diventa quindi essenziale nel percorso verso il benessere duraturo. L’intervento chirurgico bariatrico diventa quindi parte di un approccio olistico più ampio.