William Harding Carter

Ci sono solo due lasciti inesauribili che dobbiamo sperare di trasmettere ai nostri figli: delle radici e delle ali.

Harding Carter
Malcolm Forbes

Devi lasciare che i tuoi figli se ne vadano se vuoi che rimangano con te.

Malcolm Forbes

Luca ha 28 anni, ha da poco finito l’università, sta cercando di inserirsi nel mondo lavoro. Vive a casa con i genitori ed ha un rapporto con loro molto conflittuale; i genitori gli rinfacciano che non è autonomo che doveva laurearsi prima ma sopratutto non hanno mai accettato la sua scelta universitaria. Per Luca questo rapporto sta diventando sempre più difficile ed ha iniziato a manifestare spesso mal di testa, si è rivolto allo psicologo per questo motivo.

  • 67.3% In Italia
  • 47.9% In Europa

Oltre due terzi dei “giovani adulti“, ovvero coloro che hanno tra i 18 e i 34 anni, in Italia vive a casa con i genitori, una percentuale (67,3%) che nel 2015 cresce rispetto al 2014 e si conferma al top nell’Unione europea (dietro solo alla Slovacchia) con quasi 20 punti di differenza rispetto al 47,9% medio europeo. Questo è il trend riportato da Eurostat, su cui vale la pena riflettere per comprendere i risvolti psicologici, anche perché la statistica ci riporta che è una situazione molto attuale.

Vedo spesso persone con queste difficolta durante la mia attività come psicologa, per quanto possa sembrare strano per un genitore avere a che fare con un figlio adulto non è semplice; può non essere facile vedere che il “piccolo” di casa tanto piccolo non lo è più, oppure può far paura pensare che possa fare le sue scelte in autonomia e di conseguenza che abbia molto meno bisogno dei genitori.

Per il figlio può essere difficile esprimere la propria autonomia e fare delle scelte in dissenso dai genitori, si possono provare dei sensi di colpa per le aspettative sentite dai genitori oppure ancora ci può essere la difficoltà a capire chi si è, la propria identità di adulto rispetto al nucleo familiare.