Chirurgia bariatrica: che cos’é?
La chirurgia bariatrica consiste in un trattamento per contrastare l’obesità patologica. Soprattutto nei casi in cui diete ed esercizio fisico non hanno avuto successo, questo tipo di intervento chirurgico può garantire risultati efficaci e duraturi.
Spesso, infatti, le terapie non chirurgiche dell’obesità grave, anche se rappresentano il primo approccio per chi intende perdere peso, non assicurano effetti a lungo termine. La terapia bariatrica può dunque essere definita una valida alternativa, specialmente se viene supportata da uno stile di vita sano e da un costante monitoraggio clinico.
Garantendo una perdita di peso nel lungo periodo, la chirurgia bariatrica, conosciuta anche come chirurgia dimagrante o chirurgia dell’obesità, può anche, laddove indicato, contribuire al miglioramento di alcune patologie correlate all’obesità e favorire una maggiore qualità di vita.
Si può dunque considerare una soluzione importante, soprattutto se si esaminano i numeri del fenomeno obesità, a livello globale. Secondo i dati dell’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità), infatti, le persone obese oggi sono più di 600 milioni: un numero che dal 1980 è più che raddoppiato e a cui vanno aggiunti gli oltre 1,9 miliardi di individui in sovrappeso.
Contemporaneamente al diffondersi dell’obesità nel mondo, negli ultimi decenni, gli interventi di chirurgia bariatrica sono aumentati in modo considerevole e le tecniche di chirurgia si sono evolute notevolmente, divenendo più sicure, meno invasive e più concentrate sulle diverse esigenze dei pazienti, come evidenziato nell’articolo “Innovations in bariatric surgery: what’s new?” (missionsurgicalclinic.com). Il progresso della tecnologia ha quindi permesso di ridurre i rischi operatori, ottimizzare il recupero post-intervento e migliorare gli effetti a lungo termine. Ma come si è evoluta negli anni la chirurgia bariatrica?
Chirurgia bariatrica: dalla nascita alle tecniche moderne
Anni ’50: i primi interventi
La chirurgia bariatrica nasce negli anni ’50, precisamente nel 1954, quando fu realizzato il primo bypass ileo-colico. L’intento era quello di diminuire l’assorbimento intestinale dei nutrienti, ma questo tipo di operazione bariatrica fu presto abbandonato a causa delle sue pericolose complicanze, quali diarrea, insufficienza epatica e squilibrio elettrolitico.
Anni ’60 e ’70: il bypass gastrico
Il primo bypass digiuno-ileale fu effettuato nel 1963. Tuttavia, nonostante la sua ampia diffusione e l’efficacia nella perdita di peso, anche questa tecnica bariatrica fu accantonata per i suoi gravi effetti collaterali. Qualche anno più tardi, nel 1967, dopo aver notato che a seguito di una gastrectomia sub-totale, i pazienti perdevano peso in maniera considerevole, Edward Mason realizzò il primo bypass gastrico, conosciuto anche come intervento di riduzione dello stomaco. Questo tipo di operazione fu poi ottimizzata nel 1977, quando Griffen introdusse il bypass gastrico su ansa alla Roux, che divenne lo standard negli interventi di chirurgia bariatrica.
Dagli anni ’80 ai primi anni 2000: verso la chirurgia laparoscopica
Negli anni ’80 si consolidarono due tecniche bariatriche molto efficaci: la diversione biliopancreatica – cosiddetta BPD – e la gastroplastica verticale. La BPD, introdotta da Nicola Scopinaro già nel 1977, prevedeva una gastrectomia sub-totale e una deviazione intestinale per diminuire l’assorbimento di amidi e grassi, ma esponeva a un rischio di malnutrizione. Per limitare questi effetti, nel 1987, De Meester propose il duodenal switch, che preservava il piloro e parte del duodeno, migliorando la tolleranza digestiva.
Negli anni ’80 si diffusero altre tecniche bariatriche, quali il bendaggio gastrico e il palloncino intragastrico. Il primo bendaggio gastrico fu eseguito nel 1976 da Wilkinson, ma è solo nel 1986, grazie al lavoro di Lubomyr Kuzmak, che fu introdotta la versione regolabile, ancora oggi utilizzata.
Nel 1995 fu introdotto il pacemaker gastrico che induce un senso di sazietà attraverso impulsi elettrici. Infine, negli ultimi decenni, con l’avvento di tecniche mini-invasive come la chirurgia laparoscopica, il rischio operatorio viene ridotto e il recupero post-intervento migliorato.
Analizzata l’evoluzione della chirurgia bariatrica, quali sono le diverse tipologie di intervento?
Tipologie di interventi bariatrici
Interventi malassorbitivi
Gli interventi di chirurgia bariatrica si possono dividere in tre categorie: malassorbitivi, restrittivi e misti.
Gli interventi malassorbitivi diminuiscono l’assorbimento dei nutrienti, riducendo il tratto intestinale designato alla digestione. Tra questi ci sono:
- Bypass digiuno-ileale che diminuisce considerevolmente l’assorbimento intestinale ma comporta alti rischi metabolici
- Bypass biliopancreatico che rispetto alle tecniche precedenti è più efficace in termini di perdita di peso, ma che richiede una continua integrazione nutrizionale
- Duodenal switch che consente un miglior controllo dell’assorbimento, evitando di rimuovere completamente il tratto digestivo superiore
Interventi restrittivi
Gli interventi bariatrici restrittivi limitano la capacità dello stomaco, riducendo la quantità di cibo ingerito. Esempi di questa tipologia di chirurgia bariatrica sono:
- Gastroplastica verticale con bendaggio (VBG) che divide lo stomaco creando una piccola tasca gastrica
- Bendaggio gastrico regolabile che consente una modulazione del diametro dello stomaco gastrico senza la necessità di interventi aggiuntivi
- Palloncino intragastrico che induce un senso di sazietà, riducendo il volume gastrico disponibile
Interventi misti
Gli interventi bariatrici misti uniscono la restrizione gastrica a una riduzione dell’assorbimento intestinale. Tra questi interventi ci sono:
- Bypass gastrico con ansa alla Roux che diminuisce la dimensione dello stomaco e devia una parte del piccolo intestino per ridurre l’assorbimento delle calorie
- Bypass gastrico con bendaggio che aggiunge una restrizione meccanica per ottimizzare la perdita di peso a lungo termine
Ma quando è indicato affrontare un intervento di chirurgia bariatrica?
Chirurgia bariatrica: quando è indicata
Come si può leggere nelle linee guida della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità (SICOB), la chirurgia bariatrica è indicata, tra gli altri, nei seguenti casi:
- quando l’IMC (Indice di massa Corporea) è superiore a 40
- quando l’IMC è superiore a 35, ma associato a patologie quali il diabete mellito di tipo 2, l’ipertensione arteriosa e la dislipidemia (che consiste nell’alterazione della quantità di grassi nel sangue)
- quando i trattamenti conservativi non hanno ottenuto risultati efficaci
Va ricordato che l’IMC è un dato biometrico che si calcola dividendo il peso di una persona per il quadrato della sua altezza. Quando il risultato è maggiore di 35, il paziente è affetto da obesità grave, quando è superiore a 40, il paziente soffre di obesità gravissima o patologica.
Prima di sottoporsi ad un’eventuale terapia bariatrica, è dunque importante che il paziente venga seguito da un team medico, in grado di valutare con attenzione le sue condizioni di salute. La decisione di affrontare un intervento bariatrico deve infatti avvenire solo dopo un’accurata analisi clinica, ma anche psicologica.
Valutazione medica e psicologica per la chirurgia bariatrica
Affrontare un intervento di chirurgia bariatrica non è semplice ed è quindi importante seguire un percorso multidisciplinare pre e post operazione.
Dal punto di vista fisico, medici specializzati studiano le caratteristiche del paziente per decidere se sia indicato o meno l’intervento di chirurgia bariatrica. Se il paziente è idoneo, si effettuano esami in vista dell’operazione, ad esempio, come indicato nella guida “Gestione dei pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica” (associazionemediciendocrinologi.it), vengono eseguite analisi per identificare potenziali carenze (ferro, vitamina B12, vitamina D) da risolvere prima dell’intervento. Infine, dopo l’operazione, i medici gestiscono il post-intervento con continui monitoraggi clinici per tenere sotto controllo le condizioni di salute del paziente e gli eventuali effetti collaterali emersi.
Dal lato psicologico, invece, uno specialista segue il paziente in una valutazione pre-intervento, aiutandolo ad affrontare ogni dubbio e scelta. Nel caso in cui si decidesse di affrontare la terapia bariatrica, sarà poi necessario un sostegno psicologico post-operatorio che supporti il paziente nel suo impegnativo percorso di mantenimento del suo nuovo stile di vita.
Chirurgia bariatrica: chiarezza su alcuni dubbi
Vista la delicatezza e complessità dell’argomento, è normale che sorgano dubbi e interrogativi riguardo la chirurgia bariatrica. È quindi necessario fare un po’ di chiarezza su alcuni punti.
La chirurgia bariatrica è reversibile?
Dipende da quale tipo di operazione si è deciso di affrontare. Ad esempio, la sleeve gastrectomy è irreversibile, così come l’intervento di diversione bilio pancreatica, mentre il bypass gastrico è reversibile. Risulta quindi fondamentale esaminare con cura le diverse possibilità e implicazioni, prima di sottoporsi a qualsiasi tipo di terapia bariatrica.
Dopo quanto tempo si vedono i risultati?
Ad un anno dall’intervento di chirurgia bariatrica, si può registrare una considerevole perdita di peso e – in alcuni casi – i risultati arrivano già dopo i primi mesi. Tuttavia, va ricordato che si può riprendere peso anche dopo un trattamento di chirurgia bariatrica, è quindi importante seguire un preciso regime alimentare e sottoporsi a costanti monitoraggi clinici per mantenere i buoni risultati raggiunti.
Quanto tempo serve per tornare alle normali attività?
È consigliabile evitare sforzi muscolari (soprattutto a livello addominale) nei primi 2-3 mesi. Terminato questo periodo, si può iniziare a riprendere gradualmente l’attività fisica, sia aerobica che anaerobica. Per quanto riguarda l’alimentazione, invece, si parte da cibi liquidi a cui progressivamente si integrano cibi semisolidi e poi solidi, da consumare in piccole porzioni.
Conclusioni
Negli ultimi sessant’anni, la chirurgia bariatrica ha avuto un importante sviluppo, passando da operazioni invasive a interventi più sicuri ed efficaci. La continua ricerca e innovazione nel campo della medicina bariatrica ha consentito di affinare ulteriormente le tecniche disponibili, favorendo una migliore qualità di vita dei pazienti affetti da obesità patologica.
Va però ricordato che il successo a lungo termine di un intervento bariatrico dipende dalla capacità del paziente di mantenere abitudini sane e di sottoporsi ad un monitoraggio medico costante per evitare il recupero del peso e altre complicanze.
Infine va sottolineato che, nell’ottica di contrastare l’obesità patologica, l’intervento di chirurgia bariatrica rappresenta solo una parte di un percorso più ampio che include educazione alimentare, supporto psicologico e follow-up clinico regolare.
Se desideri approfondire le opzioni chirurgiche disponibili e capire se la chirurgia bariatrica sia o no adatta al tuo caso, puoi richiedere una consulenza personalizzata.


